Nasce l’Agentic AI Foundation per prevenire la frammentazione
La Linux Foundation ha lanciato un’iniziativa destinata a cambiare radicalmente il panorama dell’intelligenza artificiale agentica. L’Agentic AI Foundation (AAIF), annunciata il 9 dicembre 2025, rappresenta un punto di svolta per evitare che questa tecnologia emergente si frantumi in sistemi proprietari incompatibili tra loro.
Tre giganti tecnologici hanno deciso di mettere a disposizione le loro tecnologie core: Anthropic contribuisce con il Model Context Protocol (MCP), Block porta Goose, mentre OpenAI offre AGENTS.md. Questi contributi formano l’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo di agenti AI interoperabili.
Jim Zemlin, direttore esecutivo della Linux Foundation, non ha usato mezzi termini: l’obiettivo è impedire un futuro dominato da stack proprietari dove le connessioni degli strumenti, il comportamento degli agenti e l’orchestrazione rimangono bloccati all’interno di poche piattaforme.
Model Context Protocol: lo standard per connettere agenti AI
Il Model Context Protocol merita un’attenzione particolare. Reso open source da Anthropic nel novembre 2024, in un solo anno è diventato lo standard industriale de facto per connettere sistemi AI a dati e strumenti. I numeri parlano chiaro: oltre 10.000 server MCP pubblicati e 97 milioni di download mensili di SDK tra Python e TypeScript.
David Soria Parra, co-creatore di MCP, ha spiegato a TechCrunch che l’obiettivo principale è raggiungere un’adozione tale da renderlo lo standard di riferimento. La logica è semplice ma potente: costruire qualcosa una volta come sviluppatore e utilizzarlo su qualsiasi client, senza dover creare innumerevoli adapter personalizzati.
Le piattaforme che hanno già adottato MCP includono:
- Claude di Anthropic
- Microsoft Copilot e VSCode
- Gemini di Google
- ChatGPT di OpenAI
- Cursor
Trasferire MCP alla Linux Foundation dimostra che nessun singolo vendor controllerà il protocollo, garantendo che rimanga aperto, neutrale e guidato dalla comunità mentre diventa infrastruttura critica per l’intelligenza artificiale.
AGENTS.md e Goose: gli altri pilastri della fondazione
OpenAI contribuisce con AGENTS.md, un file di istruzioni rilasciato nell’agosto 2025 che i developer possono aggiungere ai repository per guidare gli strumenti di coding AI. Nonostante la sua apparente semplicità, ha già conquistato oltre 60.000 progetti open-source e framework di agenti. Codex da solo ha contribuito a fare merge di oltre 2 milioni di pull request pubbliche su GitHub.
Nick Cooper, ingegnere di OpenAI, vede i protocolli come un linguaggio comune che permette a diversi agenti e sistemi di interagire senza che gli sviluppatori debbano costruire integrazioni personalizzate ripetutamente. La sua visione non contempla un futuro con un unico provider o una singola azienda dominante.
Block, l’azienda fintech dietro Square e Cash App, porta Goose, un framework open source rilasciato all’inizio del 2025. Brad Axen, AI tech lead di Block, posiziona Goose come prova che le alternative aperte possono performare su scala insieme agli agenti proprietari, con migliaia di utenti settimanali che lo impiegano per coding, analisi dati e documentazione.
Una strategia win-win per Block
L’open sourcing di Goose serve a due scopi per Block. Prima di tutto, permette ad altri sviluppatori di contribuire al miglioramento del framework, con tutti i benefici che tornano all’azienda. In secondo luogo, trasferire Goose alla Linux Foundation garantisce l’accesso ai test della community dimostrando il concetto stesso dell’AAIF: un framework di agenti costruito per integrarsi con componenti condivisi come MCP e AGENTS.md.
Chi sostiene l’Agentic AI Foundation
La lista dei membri rivela l’ampiezza del supporto industriale. I membri Platinum includono Amazon Web Services, Anthropic, Block, Bloomberg, Cloudflare, Google, Microsoft e OpenAI. La presenza di questi colossi tecnologici segnala che l’iniziativa non è un progetto marginale.
I membri Gold comprendono Adyen, Arcade.dev, Cisco, Datadog, Docker, Ericsson, IBM, JetBrains, Okta, Oracle, Runlayer, Salesforce, SAP, Shopify, Snowflake, Temporal, Tetrate e Twilio Inc. Questa diversità di attori, dall’infrastruttura cloud agli strumenti per sviluppatori, dimostra l’interesse trasversale per standard aperti nell’intelligenza artificiale agentica.
Governance e struttura organizzativa
L’AAIF opera attraverso una struttura “directed fund” dove le aziende contribuiscono tramite quote associative. Zemlin è stato chiaro nel sottolineare che i contributi finanziari non equivalgono al controllo: le roadmap dei progetti emergono da comitati direttivi tecnici e nessun singolo membro detta unilateralmente la direzione.
La Linux Foundation ha creato un’organizzazione ombrello separata per una ragione precisa. Sebbene ospiti già progetti importanti di AI e infrastruttura per sviluppatori come PyTorch, Ray e Kubernetes, l’AAIF è stata progettata specificamente per standard di agenti e orchestrazione, inclusi protocolli di sicurezza condivisi e interoperabilità.
Il rischio della dominanza di fatto
Una considerazione emerge naturalmente: anche sotto governance aperta, l’implementazione di un’azienda potrebbe diventare default semplicemente attraverso un deployment più rapido o un utilizzo più ampio. Zemlin suggerisce che questo non sia intrinsecamente problematico, citando la storia dell’open source, come Kubernetes che domina lo spazio dei container, come prova che la dominanza emerge dal merito e non dal controllo del vendor.
Adozione aziendale e metriche di successo
I dati sull’adozione aziendale dell’intelligenza artificiale agentica sono impressionanti. Un rapporto di UiPath ha rivelato che circa il 65% delle organizzazioni sta pilotando o distribuendo sistemi agentici entro metà 2025, con circa nove dirigenti su dieci che pianificano di aumentare gli investimenti per tutto il 2026.
I sistemi multi-agente hanno dimostrato benefici concreti: fino al 60% in meno di errori e un’esecuzione più veloce del 40% rispetto ai processi tradizionali. Questi numeri spiegano perché l’interesse verso standard condivisi sta crescendo così rapidamente.
Zemlin ha identificato un indicatore precoce di successo: oltre all’adozione degli standard, sarà fondamentale lo sviluppo e l’implementazione di standard condivisi utilizzati da agenti vendor in tutto il mondo. Cooper di OpenAI vede il successo nell’evoluzione del protocollo: non vuole che questi protocolli rimangano statici all’interno della fondazione, ma che evolvano continuamente accettando ulteriori input.
Benefici immediati per developer e aziende
Per sviluppatori e imprese, i vantaggi immediati sono tangibili. Tempo ridotto nella costruzione di connettori personalizzati, comportamento più prevedibile degli agenti attraverso le codebase e deployment semplificato in ambienti con focus sulla sicurezza rappresentano solo l’inizio.
La scorsa settimana, OpenAI ha annunciato una collaborazione con Anthropic e MCP-UI per estendere l’Apps SDK a tutti gli sviluppatori MCP attraverso MCP Apps, rendendo più semplice costruire esperienze interattive potenziate dagli agenti su più piattaforme.
La visione a lungo termine: un web aperto per gli agenti AI
L’ambizione più ampia va oltre i benefici immediati. Se strumenti come MCP, AGENTS.md e Goose diventano infrastruttura standard, l’ecosistema degli agenti potrebbe evolvere da piattaforme chiuse verso un ambiente software aperto e modulare, simile ai sistemi interoperabili che hanno costruito il web moderno.
Manik Surtani, Head of Open Source di Block, ha inquadrato perfettamente la posta in gioco: la tecnologia che definirà il prossimo decennio può rimanere chiusa e proprietaria a beneficio di pochi, oppure essere guidata da standard aperti, protocolli aperti e accesso aperto a beneficio di tutti.
Mike Krieger, Chief Product Officer di Anthropic, ha aggiunto che quando hanno reso open source MCP nel novembre 2024, speravano che altri sviluppatori lo trovassero utile. Un anno dopo, è diventato lo standard industriale, e donarlo alla Linux Foundation garantisce che rimanga aperto mentre diventa infrastruttura critica per l’AI.
Il futuro dell’intelligenza artificiale agentica è nell’interoperabilità
La domanda cruciale rimane: l’AAIF diventerà vera infrastruttura o un’altra collezione di loghi industriali? La risposta emergerà nei prossimi mesi attraverso l’adozione reale degli standard, l’evoluzione dei protocolli e la capacità della fondazione di mantenere governance aperta e guidata dal merito.
I segnali iniziali sono promettenti. Con numeri di adozione che vanno dalle decine di migliaia di progetti agli SDK scaricati decine di milioni di volte al mese, l’AAIF non parte da zero. Ha già una base solida di tecnologie provate sul campo e il supporto di alcuni dei più grandi player tecnologici al mondo.
L’intelligenza artificiale agentica sta entrando in una nuova fase, passando da sistemi conversazionali ad agenti autonomi che possono lavorare insieme. L’Agentic AI Foundation rappresenta un tentativo significativo di assicurare che questa evoluzione avvenga su fondamenta aperte, interoperabili e guidate dalla comunità anziché bloccate in silos proprietari.
