Google Cloud lancia l’era dell’agentic commerce: quando l’AI fa la spesa per te

Cos’è questa storia dell’agentic commerce e perché dovresti preoccupartene

Ok, partiamo dalle basi. Google Cloud ha appena fatto un annuncio all’NRF 2026 che – scetticismo comprensibile – potrebbe sembrare l’ennesimo hype da keynote. Ma aspettate prima di scrollare oltre.

L’agentic commerce non è il solito chatbot che ti risponde “non ho capito, puoi riformulare?” dopo tre tentativi. Parliamo di agenti AI che pianificano, ragionano e agiscono autonomamente. Sì, sotto supervisione umana – nessuno sta consegnando le chiavi del negozio a Skynet – ma la differenza è sostanziale.

La notizia grossa? Google ha presentato Gemini Enterprise for Customer Experience (CX), una piattaforma che unisce shopping e servizio clienti in un unico sistema intelligente. Implementabile in giorni, non mesi. E qui sta il punto che mi ha fatto alzare le sopracciglia: aziende come Kroger, Lowe’s, Papa John’s e Woolworths la stanno già usando.

Gemini Enterprise for CX: cosa fa concretamente questo aggeggio

Allora, preparatevi al nerd moment. Gemini Enterprise for CX introduce agenti preconfigurati che gestiscono l’intero ciclo di vita del cliente – dalla scoperta del prodotto alla risoluzione post-acquisto. Ma non nel senso “compila questo form e ti richiamiamo”. Nel senso che processano testo, voce e immagini.

Esempio pratico? Lo Shopping agent costruisce carrelli autonomamente basandosi su una conversazione naturale. Dici “voglio organizzare un barbecue per 10 persone sabato” e lui – ecco, qui sta la magia – capisce che ti servono carbonella, carne, piatti di plastica, birra. Forse troppe birre, ma quella è una feature non un bug.

Papa John’s ha implementato un agente per ordinazioni che funziona su:

  • App mobile
  • Chioschi nei ristoranti
  • Sistemi in-car (sì, ordini la pizza mentre guidi)

Con upselling intelligente e sincronizzazione del menu in tempo reale. Tradotto: niente più “mi dispiace, la margherita è finita” dopo che hai già ordinato.

The Home Depot e il Magic Apron: navigazione a livello di corridoio

Qui la cosa si fa interessante per chi – come me – si perde regolarmente nei labirinti di ferramenta giganti cercando una vite specifica.

Home Depot ha annunciato un’espansione massiccia della partnership con Google Cloud. Il Magic Apron agent non è il solito “cerca prodotto, trova corsia generica”. Stiamo parlando di precisione a livello di corridoio – ti dice esattamente dove trovare quella benedetta vite, con supporto vocale e chat in migliaia di lingue.

Ma la parte che mi manda in brodo di giuggiole? Per i professionisti genera liste materiali complete. Dici “devo costruire un deck 4×6” e l’agente calcola legname, viti, staffe, tutto. Prima che il progetto cominci. Questa è roba da “AI-first” retail, non marketing gonfiato.

Un numero che fa pensare

Durante la Cyber Week 2025, gli agenti AI hanno influenzato il 20% di tutti gli ordini. 67 miliardi di dollari in vendite globali. I retailer con agenti AI brandizzati? Vendite aumentate del 32% più velocemente dei concorrenti. Non sono io che lo dico – sono i dati.

Authentic Brands Group: quando i numeri battono l’hype

Authentic Brands Group – proprietari di Juicy Couture, Reebok, SHAQ e altri 50+ marchi – ha lanciato “Authentic Intelligence”. Più dell’80% dei dipendenti la usa settimanalmente. Non per gioco, per lavoro vero: marketing, creatività, finanza, sviluppo business.

Integrano Imagen 3 per immagini fotorealistiche e Veo 3.1 per video cinematografici. 15+ agenti AI specializzati che potenziano creatività e collaborazione.

Il dato che conta? Nei test iniziali, la creatività pubblicitaria Reebok potenziata da Authentic ha generato fino al 60% di ROAS (ritorno sulla spesa pubblicitaria) più alto rispetto alle immagini tradizionali. Sessanta percento. Non 6, sessanta.

Universal Commerce Protocol: lo standard aperto per agenti AI

Google ha annunciato anche l’UCP – Universal Commerce Protocol – uno standard aperto sviluppato con Shopify, Etsy, Wayfair, Target e Walmart. L’idea? Permettere agli agenti AI di lavorare su diverse parti del processo d’acquisto indipendentemente dalla piattaforma.

Pensateci un attimo. Oggi ogni piattaforma ha il suo sistema chiuso. Domani – se l’UCP prende piede – un agente potrebbe confrontare prezzi su Amazon, verificare disponibilità su un negozio locale, ordinare dove conviene. Tutto autonomamente.

Fantascienza? Forse. Ma Walmart ci ha messo la firma, quindi qualcuno con le tasche profonde ci crede davvero.

Gap Inc., Estée Lauder e gli altri: chi sta già sperimentando

Gap Inc. – Old Navy, Banana Republic, Athleta – pianifica di usare strumenti AI per reinventare il retail attraverso Gemini, Vertex AI e BigQuery. Piattaforma unificata, innovazione sulla creazione prodotti, customer experience.

Estée Lauder con Jo Malone London ha costruito un AI Scent Advisor. Sì, un consulente AI per profumi. Sviluppato con Vertex AI e Gemini, ricrea l’esperienza di consulenza in negozio nel mondo digitale. Descrivi i profumi con le tue parole – “qualcosa di fresco ma non troppo, tipo camminare in un bosco dopo la pioggia” – e l’agente mappa le preferenze sui dati olfattivi complessi di Jo Malone.

Honeywell invece lavora sul retail fisico con la Smart Shopping Platform, sviluppata con Google Cloud e 66degrees. Trasforma il negozio in ambiente intelligente: insights in tempo reale su compliance, inventario, produttività. L’obiettivo? Creare quell’esperienza “online-to-offline” dove trovare un prodotto in negozio è facile come cercarlo sull’app.

I numeri di Google Cloud che fanno da contesto

Per capire quanto Google stia puntando su questa direzione: Q3 2025 ha segnato il primo trimestre da 100+ miliardi di fatturato per Alphabet. 102,3 miliardi precisamente – in aumento del 16% anno su anno. Google Cloud? Crescita del 34%, arrivando a 15,2 miliardi.

Non stanno giocando a fare annunci. Stanno costruendo infrastruttura per un mercato che credono esploderà.

Wing e Walmart: consegne via drone in espansione

Quasi dimenticavo – perché l’agentic commerce non finisce quando clicchi “compra”. Wing e Walmart hanno raddoppiato le consegne nei mercati esistenti nel 2025. E adesso si espandono: Houston la prossima settimana, poi Orlando, Tampa, Charlotte e altre città.

Droni che consegnano la spesa. Nel 2026. In città americane. È il futuro di cui parlavamo dieci anni fa, solo che adesso sta succedendo davvero.

Cosa significa tutto questo per chi sviluppa

Se lavori nel web development o nell’integrazione AI, ecco cosa tenere d’occhio:

  • Vertex AI come piattaforma di riferimento per agenti enterprise
  • L’Universal Commerce Protocol come possibile standard di interoperabilità
  • La convergenza tra shopping experience e customer service
  • L’importanza crescente del multimodale (testo + voce + immagini)

Non è più questione di “se” l’AI trasformerà il retail. È questione di quanto velocemente e chi arriverà prima. Google sta piazzando le sue pedine. I retailer che collaborano con loro stanno già vedendo risultati misurabili. Il resto del mercato? Dovrà decidere se seguire o restare a guardare.