Chi sta davvero usando l’intelligenza artificiale nel mondo?
Una persona su sei nel pianeta utilizza oggi strumenti di IA generativa. Sembra un numero impressionante, vero? Eppure c’è qualcosa che mi ha fatto alzare le sopracciglia guardando i dati del Microsoft AI Adoption Report 2025: questo progresso nasconde una frattura che si sta allargando.
L’adozione globale dell’intelligenza artificiale è cresciuta di 1,2 punti percentuali nella seconda metà del 2025. Ok, crescita. Ma ecco il punto: il Nord Globale è cresciuto quasi il doppio rispetto al Sud. Il divario tra le due regioni è passato da 9,8 a 10,6 punti percentuali. Tradotto in termini umani: il 24,7% della popolazione in età lavorativa nel Nord usa questi strumenti, contro un misero 14,1% nel Sud.
Gli Emirati Arabi Uniti dominano la classifica: non è un caso
Gli EAU guidano il mondo con il 64% della popolazione in età lavorativa che utilizza l’intelligenza artificiale. Singapore segue con il 60,9%, poi Norvegia, Irlanda, Francia e Spagna. Ecco la classifica completa dei primi sei:
- Emirati Arabi Uniti: 64,0%
- Singapore: 60,9%
- Norvegia: 46,4%
- Irlanda: 44,6%
- Francia: 44,0%
- Spagna: 41,8%
Il vantaggio degli Emirati non è spuntato dal nulla. Nel 2017, cinque anni prima che ChatGPT catturasse l’attenzione del mondo, avevano già nominato il primo Ministro di Stato per l’Intelligenza Artificiale al mondo. Hanno creato sandbox normative per la sperimentazione, programmi di visto speciali per attrarre talenti, linee guida basate sui principi che non paralizzano l’innovazione.
Il paradosso americano: innovatori che non adottano
Qui c’è qualcosa di interessante. Gli Stati Uniti guidano sia nelle infrastrutture di IA che nello sviluppo di modelli all’avanguardia. Eppure sono scesi dalla 23a alla 24a posizione nell’uso effettivo, con un tasso del 28,3%. Molto indietro rispetto a economie più piccole ma focalizzate sull’intelligenza artificiale.
La leadership nell’innovazione non porta automaticamente a un’ampia adozione. È un po’ come essere il paese che inventa l’automobile ma dove poi nessuno guida. I dati mostrano che servono politiche attive, non solo capacità tecnologica.
La Corea del Sud: la storia di successo più lampante
La Corea del Sud è salita di sette posizioni nelle classifiche globali, passando dalla 25a alla 18a. L’uso è cresciuto da circa il 26% a oltre il 30%, con una crescita totale dell’80% da ottobre 2024. Confrontatelo con la media globale del 35% o con il 25% degli Stati Uniti.
Cosa ha funzionato? Tre fattori principali.
Politiche governative concrete
Da luglio a novembre 2025, la Corea del Sud è passata da visioni strategiche a azioni concrete. Il governo ha creato un Comitato Strategico Nazionale per l’IA e promulgato l’AI Basic Act, bilanciando innovazione e governance.
Modelli che parlano coreano
Le capacità dei grandi modelli linguistici in coreano non erano all’altezza. Poi nell’aprile 2025 OpenAI ha rilasciato GPT-4o con capacità notevolmente aumentate in coreano, e ad agosto GPT-5. Le prestazioni sul benchmark SAT coreano sono salite da 16 (GPT-3.5) a 75 (GPT-4o) a 100 (GPT-5).
Un momento virale
Le immagini in stile Ghibli generate con ChatGPT-4o sono diventate virali sulle piattaforme social coreane. Nessuna competenza tecnica richiesta, risultati immediatamente condivisibili. Ha introdotto l’intelligenza artificiale a milioni di persone per la prima volta.
DeepSeek: l’ascesa inaspettata dall’open source
Uno degli sviluppi più inaspettati del 2025 è stata l’ascesa di DeepSeek. Rilasciando il modello con licenza open-source MIT e offrendo un chatbot completamente gratuito, ha rimosso barriere finanziarie e tecniche.
Le quote di mercato sono sorprendenti:
- Cina: 89%
- Bielorussia: 56%
- Cuba: 49%
- Russia: 43%
In Africa l’uso è stimato da 2 a 4 volte superiore rispetto ad altre regioni. Partnership con Huawei e promozione strategica hanno fatto la differenza. Il servizio gratuito ha eliminato le barriere di costo associate ai modelli occidentali, che richiedono carte di credito o abbonamenti.
Questa dinamica solleva questioni interessanti. L’IA open-source può funzionare come strumento geopolitico, estendendo l’influenza cinese in aree dove le piattaforme occidentali non possono operare facilmente. I sistemi open-source si propagano con supervisione limitata, ma abbassano le barriere d’ingresso per milioni di persone.
L’adozione dell’intelligenza artificiale è plasmata dall’accesso
Il prossimo miliardo di utenti di IA potrebbe emergere non dai tradizionali hub tecnologici ma dal Sud Globale, abilitato dall’innovazione open-source. Gli utenti gravitano verso piattaforme che si adattano al loro contesto economico, linguistico e politico.
I dati di Microsoft derivano da telemetria aggregata e anonimizzata, adattata per riflettere le differenze nella quota di mercato di sistemi operativi, penetrazione di Internet e popolazione dei paesi.
Prospettive future per l’intelligenza artificiale globale
Tra i primi 30 paesi, le classifiche sono rimaste stabili. Le nazioni che hanno investito presto e in modo coerente nelle infrastrutture digitali continuano a guidare. Dei dieci paesi con i maggiori aumenti nell’adozione, tutti sono economie ad alto reddito.
La sfida futura è garantire che questa prossima ondata di innovazione avvantaggi più persone, in più luoghi. Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti si distinguono con tassi di crescita superiori a quattro punti percentuali, ma lo slancio recente resta concentrato tra economie già consolidate nell’intelligenza artificiale. Il divario digitale continua ad allargarsi, e questo dovrebbe preoccuparci tutti.
