Claude introduce strumenti interattivi: lavorare con le app senza uscire dalla chat

Quando l’intelligenza artificiale smette di essere solo un chatbot

C’è una cosa che mi ha fatto alzare le sopracciglia questa settimana. Anthropic ha rilasciato una funzionalità che, onestamente, cambia il modo in cui pensiamo all’interazione con le AI. A partire dal 26 gennaio 2026, Claude non si limita più a rispondere alle domande: può aprire applicazioni, modificarle e collaborare con te in tempo reale. Senza cambiare tab, senza uscire dalla conversazione.

Parlo di roba concreta. Costruisci una timeline di progetto in Asana mentre chiacchieri con Claude. Prepari un messaggio Slack, lo vedi formattato, lo modifichi e lo invii. Crei diagrammi in Figma partendo da una descrizione testuale. Tutto dalla stessa finestra di chat.

Cosa puoi fare adesso, in pratica

Ecco la lista delle integrazioni già disponibili (e sì, funzionano davvero):

  • Amplitude – costruisci grafici analytics, esplori trend e aggiusti parametri al volo per trovare insight nascosti
  • Asana – trasformi conversazioni in progetti, task e timeline che il tuo team vede e può eseguire
  • Box – cerchi file, visualizzi documenti inline, estrai informazioni e fai domande sui contenuti
  • Canva – crei outline di presentazioni e personalizzi branding e design in real-time
  • Clay – ricerchi aziende, trovi contatti con email e telefono, estrai dati come dimensione e funding, poi scrivi outreach personalizzati
  • Figma – trasformi testo e immagini in flowchart, diagrammi di Gantt e altre visualizzazioni in FigJam
  • Hex – fai domande sui dati e ottieni risposte con grafici interattivi, tabelle e citazioni
  • monday.com – gestisci progetti, aggiorni board, assegni task e visualizzi progressi
  • Slack – cerchi e recuperi conversazioni per contesto, generi bozze, le formatti e le revisioni prima di postare

In arrivo anche Salesforce con Agentforce 360, che promette di portare tutto il contesto enterprise dentro Claude.

La tecnologia dietro: MCP Apps

Qui diventa interessante per chi sviluppa. La funzionalità si basa su MCP – il Model Context Protocol che Anthropic ha rilasciato open source a novembre 2024. MCP Apps è la prima estensione ufficiale del protocollo, pronta per produzione.

Per chi non mastica questi termini: MCP è uno standard aperto che definisce come i sistemi AI parlano con strumenti esterni. Pensatelo come un USB per l’intelligenza artificiale – un connettore universale. L’estensione Apps aggiunge la possibilità di mostrare interfacce utente interattive direttamente nella conversazione. Dashboard, form, visualizzazioni, workflow multi-step.

Il punto interessante? Non è esclusiva Claude. OpenAI, Google DeepMind e altri hanno adottato il protocollo. Goose, Visual Studio Code e ChatGPT supporteranno o già supportano MCP Apps. Anthropic ha pure donato il protocollo all’Agentic AI Foundation, un fondo della Linux Foundation co-fondato insieme a Block e OpenAI, con supporto di Google, Microsoft, AWS, Cloudflare e Bloomberg.

La sicurezza, perché qualcuno lo chiederà

Le difese implementate includono sandboxing iframe, template pre-dichiarati per il contenuto HTML prima del rendering, messaggi verificabili e approvazioni gestite dall’host per le chiamate agli strumenti avviate dall’interfaccia. Non ho testato personalmente quanto siano robuste, ma l’architettura sembra ragionata.

Perché questo conta più di quanto sembri

Facciamo un passo indietro. Fino a ieri, usare un’AI per lavoro significava fare copia-incolla continui. Chiedi a Claude di scrivere un task, copi il risultato, lo incolli in Asana. Chiedi un’analisi, copi i numeri, li metti in un grafico.

Ora l’ambiente di chat diventa un layer di interfaccia cross-applicazione. L’AI non è più un tool separato che ti passa informazioni – diventa il punto da cui coordini tutto il resto. La conversazione è il contesto, le app sono le mani.

Per gli sviluppatori, questo apre scenari che prima richiedevano mesi di lavoro. Un server MCP può ora fornire un’interfaccia interattiva che funziona in qualsiasi prodotto AI che supporta lo standard. Scrivi una volta, funziona ovunque. Ci sono già più di 10.000 server MCP pubblici attivi – dagli strumenti per sviluppatori alle implementazioni Fortune 500.

Come iniziare

Se volete provare, andate su claude.ai/directory. Cercate le app marcate come “interactive” e connettetele. La funzionalità è disponibile su web e desktop per i piani Pro, Max, Team ed Enterprise. Claude Cowork arriverà a breve.

Dove sta andando tutto questo

Mi viene da pensare che stiamo vedendo i primi passi di qualcosa di più grande. L’idea di un’AI che non solo risponde ma agisce, che ha mani oltre che voce, che può manipolare strumenti invece di descrivere come farlo – questo cambia la conversazione su cosa sia possibile automatizzare.

Non dico che domani gli agenti AI gestiranno tutto il nostro lavoro. Ma la direzione è chiara: meno context switching, più flusso. L’AI che capisce cosa stai cercando di fare e ti aiuta a farlo, invece di darti istruzioni da eseguire altrove.

Per chi costruisce prodotti, la domanda diventa: come si progetta per un mondo dove l’interfaccia principale potrebbe essere una conversazione con un’AI che controlla le tue app?