Gemini Lyria 3: la rivoluzione della generazione musicale

Quando l’intelligenza artificiale diventa compositore

Creare musica non è mai stato così immediato. Google ha rilasciato Lyria 3, il modello AI più avanzato per la generazione musicale, direttamente nell’app Gemini. Questo non è il solito aggiornamento incrementale con ‘miglioramenti delle prestazioni’ che sulla carta sembrano impressionanti ma che nella pratica non si notano. Qui si parla di produrre tracce da 30 secondi partendo da semplice testo o immagini – e sì, include anche i testi generati automaticamente.

L’idea di base? Descrivi quello che hai in mente – tipo ‘una lenta jam R&B comica su un calzino che trova la sua anima gemella’ – e in pochi secondi Gemini traduce il concept in una traccia musicale di qualità. Potete anche caricare una foto per ispirazione. Tecnicamente parlando, Lyria 3 genera audio ad alta fedeltà a 48kHz tramite un sistema di autoregressione a chunk, con connessione WebSocket bidirezionale per la modalità real-time. La Lyria RealTime API sforna audio in blocchi da 2 secondi.

Tre miglioramenti che cambiano le carte in tavola

Rispetto ai precedenti modelli Lyria lanciati nel 2023, questa terza versione porta novità concrete. Non serve più scrivere i testi a mano – il sistema li genera basandosi sul prompt che fornite. Avete maggiore controllo creativo su stile, voce e tempo della composizione. Le tracce risultano più realistiche e musicalmente complesse rispetto alle versioni precedenti.

Il risultato? Niente capolavori sinfonici, sia chiaro. L’obiettivo è diverso: dare uno strumento rapido e divertente per esprimersi attraverso la musica. Ogni traccia generata include anche una cover art personalizzata creata da Nano Banana, rendendo immediata la condivisione con amici tramite download o link diretto.

Due modalità di creazione: testo e immagini

La funzionalità ‘Text to track’ permette di descrivere un genere specifico, uno stato d’animo, una battuta interna o un ricordo. Il sistema produce tracce uniche con testi o audio strumentale che rispecchiano quello che avete in mente. Esempio pratico: ‘Mi sento nostalgico. Crea una traccia per mia madre sui bei tempi da bambini e i ricordi delle sue banane plantano cucinate in casa. Rendila un pezzo afrobeat divertente con vera atmosfera africana.’

L’opzione ‘From photos and videos to track’ analizza i contenuti multimediali che caricate e compone una traccia con testi che si adattano perfettamente all’atmosfera. Per dire: ‘Usa queste foto per creare una traccia su Duncan, il mio cane, durante un’escursione nei boschi.’

Integrazione con YouTube e Dream Track

Lyria 3 non vive solo nell’app Gemini. I creator possono sperimentare il modello anche su Dream Track di YouTube, disponibile negli Stati Uniti e in espansione verso altri paesi. La tecnologia migliora la qualità delle colonne sonore uniche per ogni Short pubblicato sulla piattaforma.

Secondo quanto dichiarato dal CEO Sundar Pichai durante una earnings call di Alphabet, l’app Gemini conta oltre 750 milioni di utenti attivi mensili. Un bacino enorme di potenziali musicisti improvvisati. La funzionalità è accessibile tramite il menu ‘Tools’ nell’app, alla voce ‘Music’, e il lancio è stato confermato da TechCrunch e 9to5Google in data 18 febbraio 2026.

Watermark SynthID e verifica dei contenuti

Ogni traccia generata nell’app Gemini incorpora SynthID, il watermark impercettibile di Google per identificare contenuti creati dall’intelligenza artificiale. Le capacità di verifica nell’app si estendono ora anche all’audio, oltre che a immagini e video.

Praticamente: caricate un file audio e chiedete se è stato generato usando Google AI. Gemini controlla la presenza di SynthID e usa il proprio ragionamento per fornire una risposta. Un sistema di tracciabilità che dovrebbe aiutare a distinguere contenuti umani da quelli sintetici, almeno in teoria.

Responsabilità e collaborazione con l’industria musicale

Dal lancio del primo modello Lyria nel 2023, Google dichiara di aver lavorato in modo responsabile collaborando con la comunità musicale. Gli esperimenti come Music AI Sandbox hanno fornito indicazioni su copyright e accordi con i partner durante l’addestramento di Lyria 3.

La generazione musicale con questo modello è progettata per espressione originale, non per imitare artisti esistenti. Se il prompt nomina un artista specifico, Gemini lo prende come ispirazione creativa ampia creando una traccia con stile o atmosfera simile. Esistono filtri per controllare gli output rispetto a contenuti preesistenti. Gli utenti possono segnalare materiale che potrebbe violare i propri diritti o quelli altrui.

Disponibilità globale e limiti di utilizzo

Lyria 3 è disponibile nell’app Gemini per tutti gli utenti maggiorenni in inglese, tedesco, spagnolo, francese, hindi, giapponese, coreano e portoghese. Il rollout è partito su desktop e arriverà sull’app mobile nei prossimi giorni. Google ha pianificato di espandere qualità e copertura verso più lingue.

Gli abbonati a Google AI Plus, Pro e Ultra godono di limiti di utilizzo più elevati rispetto agli account gratuiti. Un incentivo chiaro per spingere le sottoscrizioni a pagamento, anche se la funzionalità base rimane accessibile a tutti.

Il futuro della creatività musicale assistita da AI

Esiste anche un Lyria open model che esplora il ruolo del machine learning come strumento nel processo creativo. L’approccio di Google sembra bilanciare accessibilità commerciale tramite Gemini e sperimentazione aperta per ricercatori e sviluppatori.

La domanda interessante non è se l’AI possa generare musica – ormai questo è assodato – ma come cambierà il rapporto tra creatività umana e strumenti sintetici. Lyria 3 rappresenta un passo verso la democratizzazione della produzione musicale, abbassando drasticamente le barriere tecniche. Resta da vedere se questo porterà a una esplosione di creatività diffusa o a una saturazione di contenuti omogenei generati algoritmicamente.

Una cosa è certa: generare una traccia personalizzata per un’occasione specifica non richiede più uno studio di registrazione o competenze musicali avanzate. Basta un’idea e qualche secondo di attesa. Il resto lo fa l’intelligenza artificiale, con tutti i vantaggi e le questioni etiche che questo comporta.