Lavorare ovunque mantenendo l’ambiente locale: la nuova frontiera di Claude Code
Immaginate di lavorare su un progetto complesso alla scrivania, poi spostarvi sul divano con il tablet e riprendere esattamente da dove avevate lasciato, senza che nemmeno un file si sia spostato dal vostro computer. È esattamente quello che fa Claude Code Remote Control, la funzionalità che collega l’app mobile e il browser web a una sessione locale già in esecuzione sulla vostra macchina.
Cosa significa in pratica? Il vostro codice rimane sempre sulla macchina locale, con accesso completo al filesystem, ai server MCP, agli strumenti e alla configurazione del progetto. Le interfacce web e mobile sono solo una finestra su quella sessione locale, non ambienti di esecuzione separati nel cloud.
Questa distinzione è cruciale nell’era dell’intelligenza artificiale applicata allo sviluppo: mentre molte soluzioni cloud promettono flessibilità, poche garantiscono che il codice e i dati rimangano fisicamente sulla vostra infrastruttura. Remote Control lo fa, e lo fa senza aprire porte in entrata sulla macchina.
Come funziona l’architettura di Remote Control
La sessione locale di Claude Code effettua solo richieste HTTPS in uscita. Quando avviate Remote Control, la sessione si registra con l’API Anthropic e riceve il lavoro in polling. Quando vi connettete da un altro dispositivo, il server instrada i messaggi tra il client web o mobile e la sessione locale tramite una connessione streaming.
Tutto il traffico viaggia attraverso l’API Anthropic su TLS, utilizzando credenziali di breve durata con scope limitato a un singolo scopo e scadenza indipendente. Questo approccio elimina la necessità di configurare tunnel, port forwarding o applicazioni di terze parti che in passato gli sviluppatori utilizzavano per colmare questo gap.
Differenze tra Remote Control e Claude Code on the web
Entrambe le soluzioni utilizzano l’interfaccia claude.ai/code, ma la differenza fondamentale sta nel luogo di esecuzione. Remote Control esegue sulla vostra macchina, quindi tutti i server MCP locali, strumenti e configurazioni del progetto rimangono disponibili. Claude Code on the web esegue sull’infrastruttura cloud gestita da Anthropic.
Usate Remote Control quando siete nel mezzo di un lavoro locale e volete continuare da un altro dispositivo. Usate Claude Code on the web quando volete avviare un’attività senza alcuna configurazione locale, lavorare su un repository che non avete clonato, o eseguire più attività in parallelo.
Questa flessibilità diventa particolarmente rilevante quando lavorate con sistemi AI che richiedono accesso a dataset locali, modelli personalizzati o integrazioni specifiche del vostro ambiente di sviluppo.
Requisiti tecnici per l’utilizzo
Prima di utilizzare Remote Control, verificate che il vostro ambiente soddisfi queste condizioni: è richiesto un piano Pro o Max (le API key non sono supportate), dovete eseguire `claude` e usare `/login` per accedere tramite claude.ai se non l’avete già fatto, e dovete eseguire `claude` nella directory del progetto almeno una volta per accettare il dialogo di fiducia del workspace.
Questo ultimo requisito serve a garantire che abbiate esplicitamente autorizzato Claude Code ad accedere alla directory specifica in cui state lavorando.
Avviare e connettere una sessione Remote Control
Potete avviare una nuova sessione direttamente in Remote Control, oppure connettere una sessione già in esecuzione. Per una nuova sessione, navigate nella directory del progetto ed eseguete `claude remote-control`. Il processo rimane in esecuzione nel terminale, in attesa di connessioni remote.
Il sistema mostra un URL di sessione che potete usare per connettervi da un altro dispositivo, e potete premere la barra spaziatrice per mostrare un QR code per un accesso rapido dal telefono. Questo comando supporta i flag `–verbose` per mostrare log dettagliati di connessione e sessione, e `–sandbox` / `–no-sandbox` per abilitare o disabilitare il sandboxing per l’isolamento del filesystem e della rete durante la sessione (il sandboxing è disattivo per impostazione predefinita).
Metodi di connessione da altri dispositivi
Una volta attiva una sessione Remote Control, avete diversi modi per connettervi: potete aprire l’URL di sessione in qualsiasi browser per andare direttamente alla sessione su claude.ai/code, scansionare il QR code mostrato accanto all’URL di sessione per aprirlo direttamente nell’app Claude, oppure aprire claude.ai/code o l’app Claude e trovare la sessione per nome nell’elenco delle sessioni.
Le sessioni Remote Control mostrano un’icona computer con un punto verde quando sono online, rendendo facile identificare quali sessioni sono attualmente disponibili.
Configurazione automatica per tutte le sessioni
Per impostazione predefinita, Remote Control si attiva solo quando eseguite esplicitamente `claude remote-control` o `/remote-control`. Tuttavia, se volete abilitarlo automaticamente per ogni sessione, potete eseguire `/config` dentro Claude Code e impostare “Enable Remote Control for all sessions” su `true`.
Tenete presente che ogni istanza di Claude Code supporta una sessione remota alla volta. Questa limitazione è progettata per garantire prestazioni ottimali e sicurezza della connessione.
Gestione delle interruzioni e continuità del lavoro
Una delle caratteristiche più interessanti di Remote Control è la capacità di sopravvivere alle interruzioni. Se il laptop va in sleep o la rete cade, la sessione si riconnette automaticamente quando la macchina torna online. La conversazione rimane sincronizzata su tutti i dispositivi connessi, quindi potete inviare messaggi dal terminale, dal browser e dal telefono in modo intercambiabile.
Questa resilienza è particolarmente utile quando lavorate con processi AI di lunga durata che non volete interrompere.
Limiti attuali del sistema
Remote Control presenta alcune limitazioni da considerare. La prima è che ogni sessione di Claude Code supporta una sola connessione remota alla volta. Inoltre, Remote Control gira come processo locale: se chiudete il terminale o fermate il processo `claude`, la sessione termina.
Infine, se la macchina è attiva ma non riesce a raggiungere la rete per più di circa 10 minuti, la sessione va in timeout. Questo limite è stato implementato per garantire che le sessioni non rimangano indefinitamente aperte quando non più utilizzabili.
Confronto con soluzioni di terze parti
Remote Control si distingue dalle soluzioni di terze parti (come Happy Coder, Claude Remote, Claude-Code-Remote su GitHub) che erano nate per colmare questo gap prima dell’annuncio ufficiale di Anthropic. La soluzione nativa non richiede configurazione di tunnel, port forwarding o app di terze parti, semplificando notevolmente l’esperienza utente.
Anthropic ha annunciato ufficialmente Remote Control come research preview, inizialmente disponibile per gli utenti Max e in arrivo per gli utenti Pro. Il comando rapido è `claude rc`, rendendo ancora più veloce l’avvio di una sessione remota.
Prospettive per l’integrazione AI nello sviluppo
Remote Control rappresenta un passo importante verso l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei flussi di lavoro di sviluppo senza compromettere la sicurezza e il controllo dell’ambiente locale. La capacità di mantenere il codice sulla propria macchina mentre si accede alle funzionalità AI da qualsiasi dispositivo risponde a una delle principali preoccupazioni degli sviluppatori: dove risiedono fisicamente i dati e il codice.
Questo approccio ibrido, dove l’intelligenza artificiale fornisce assistenza ma il controllo rimane locale, potrebbe diventare lo standard per gli strumenti di sviluppo assistiti da AI. Man mano che questi sistemi diventano più potenti, la questione di dove e come vengono elaborati i dati diventerà sempre più centrale nelle decisioni di adozione da parte di team e aziende.
L’architettura di Remote Control dimostra che è possibile ottenere flessibilità e mobilità senza sacrificare la sovranità dei dati, un equilibrio che sarà fondamentale per l’adozione diffusa degli strumenti AI nel settore dello sviluppo software.
