Microsoft ha appena svelato Scout, e no, non è l’ennesima funzione di Copilot nascosta in un menu. È un assistente personale vero e proprio, quello che ti chiama per ricordarti di uscire di casa prima che il traffico diventi un incubo.
Basato su OpenClaw — sì, quella tecnologia open source che il CEO Satya Nadella aveva paragonato a un virus qualche mese fa — Scout è pensato per girare sempre, in background, monitorando email, Teams, OneDrive e calendario. L’idea? Fare quello che farebbe un assistente umano: capire cosa ti serve prima che tu lo chieda.
Non è Copilot con un altro nome
‘Questo è un assistente personale, il primo vero assistente personale che offriamo ai clienti’ spiega Omar Shahine, corporate vice president di Microsoft Scout, in un’intervista a The Verge. ‘È importante che i clienti capiscano: questo assistente vi chiamerà al telefono. È un tipo di AI molto diverso dalla chat.’
Diverso come? Scout può guardare il traffico locale, incrociarlo con il tuo calendario e suggerirti quando partire per arrivare in orario. Legge le conversazioni su Teams, le trascrizioni delle riunioni, le email — tutto in background — per capire cosa è davvero importante per te. Non aspetta che tu gli chieda qualcosa: te lo propone.
Dentro Microsoft lo usano già in 3.000
Internamente l’app desktop ha già una base solida: più di 3.000 dipendenti Microsoft la stanno usando per programmare meeting, gestire pratiche, prenotare viaggi, compilare moduli. ‘Molte persone la usano semplicemente per essere versioni migliori di sé stessi’ dice Shahine. ‘Abbiamo tutti aspirazioni, ma spesso perdiamo tempo e non riusciamo a realizzarle.’
Il lancio però è cauto. Scout arriva questa settimana solo come preview desktop per i clienti Frontier negli Stati Uniti. La versione cloud — quella sempre attiva, sempre in ascolto — arriverà più avanti, dopo mesi di test limitati.
OpenClaw: da virus a pilastro
Qui la storia si fa interessante. Microsoft non ha creato una sua versione proprietaria di OpenClaw: contribuisce direttamente al progetto open source. Un cambio di rotta netto, considerando che Nadella aveva definito OpenClaw una tecnologia pericolosa, e che le sue estensioni ‘skill’ erano state etichettate come un incubo di sicurezza.
Come fa Microsoft a dormire sonni tranquilli? ‘Abbiamo un processo di verifica che ci protegge dai rischi della supply chain e dai breaking change’ spiega Shahine. ‘È uno dei progetti open source che si muovono più velocemente che abbia mai visto. Facciamo girare OpenClaw in un ambiente cloud sandbox, lo trattiamo come non fidato: non ha accesso a segreti o dati di Microsoft 365.’
Sopra il sandbox: Agent 365, Purview, Defender. Più red teaming, review di privacy, review di sicurezza. Il solito arsenale enterprise che Microsoft conosce bene.
La nuova corsa agli assistenti
Mentre Google spinge Gemini Spark — la sua versione di OpenClaw integrata con Gmail e Docs — si apre una nuova competizione. Non più chatbot da interrogare, ma assistenti che imparano abitudini, anticipano bisogni, agiscono. Il banco di prova sarà doppio: quanto bene riescono a organizzare la vita lavorativa quotidiana senza disastri di sicurezza, e quanto velocemente imparano a comportarsi come un assistente umano.
Scout è solo l’inizio. Ma l’idea di un’AI che ti chiama, che decide quando avvisarti, che legge tutto quello che fai in background? Qualcuno la troverà utilissima. Qualcun altro avrà i brividi. Probabilmente entrambi avranno ragione.
