Mistral ha appena chiuso un round di Serie D da 3 miliardi di euro. Miliardi con la B. Valutazione post-money: oltre 21 miliardi. Il più grande round di equity mai raccolto da un’azienda tech europea. E sono passati solo tre anni dal lancio.
A guidare l’investimento c’è Samsung Electronics, affiancata da Scaleup Europe Fund (gestito da EQT) e PSG Equity. Non esattamente gli investitori che ti aspetti quando pensi ‘startup parigina’. Ma Mistral ha smesso di essere una startup da un po’.
Il denaro andrà dove serve davvero
Quei 3 miliardi non finiranno in campagne marketing patinate. L’azienda li userà per espandere la ricerca di frontiera — quella roba dura che sta sotto modelli, infrastruttura e prodotti — e per scalare la capacità di calcolo necessaria a trainare modelli sempre più potenti.
Mistral oggi opera in 20 paesi e supporta oltre 125 aziende globali. Airbus, ASML, HSBC. Nomi che non sperimentano per hobby.
La domanda è cambiata
Nella prima ondata di AI generativa, la gara era semplice: chi costruisce il modello più grosso? Ora organizzazioni e governi si fanno un’altra domanda, più scomoda: come sfruttiamo questa potenza senza cedere il controllo dell’infrastruttura?
Performance sì, ma con controllo, scelta e indipendenza. Investire in AI significa anche decidere di chi diventi dipendente a lungo termine. Roadmap, prezzi, disponibilità, governance dei dati. Tutto conta.
L’unica azienda con lo stack completo
Mistral sostiene di essere l’unica al mondo a costruire l’intero stack: modelli open-weight, l’infrastruttura su cui girano, la capacità computazionale, e i prodotti che li portano in produzione. Il cliente non resta mai bloccato su un singolo vendor.
L’approccio open permette alle organizzazioni di costruire senza esporre dati sensibili, workflow o conoscenza istituzionale a terzi. Mistral chiama questo ‘sovereign AI layer’: sovranità su quattro dimensioni — dati che restano dentro i confini dell’organizzazione, modelli controllabili e personalizzabili, compute privato e prevedibile, sistemi in produzione completamente controllabili e auditabili.
Investitori da tre continenti
Il round riunisce investitori strategici e finanziari da Europa, Asia e Nord America. Dopo una Serie C guidata da ASML, arriva una Serie D guidata da Samsung: due aziende in prima linea nel manifatturiero avanzato e nell’ingegneria industriale.
Tra i nuovi investitori: Advent, fondi gestiti da BlackRock e il Granducato di Lussemburgo. Gli esistenti includono a16z, ASML, Belfius, BNP Paribas CIB, Bpifrance, Carmignac, DST Global, Eurazeo, General Catalyst, Headline, Hillspire, Index Ventures, Korelya Capital, Lightspeed, NVIDIA, Phoenix Court’s Solar fund e Salesforce Ventures.
La scommessa è chiara: Mistral può portare AI all’avanguardia dentro ambienti reali complessi, mantenendo il controllo. A giudicare da chi ha messo soldi sul tavolo, non sono in pochi a crederci.
