Claude ha appena risolto un cifrario del 1653. In 44 minuti.

Anthropic ha dato a Claude Fable 5.1 un compito aperto: risolvere il Cyphral Distich di Sir Thomas Urquhart, un cifrario rimasto insoluto per 370 anni. Risolto in meno di un giorno. E la soluzione è così semplice che viene da chiedersi come sia possibile che nessuno ci sia arrivato prima.

Alla fine del Logopandecteision di Urquhart c’è un criptogramma: due righe da 32 numeri ciascuna. 64 numeri in totale. Questo:

5.3.27.38.32.14.21.8.66.8.70.39.5.9.12.18.2.3.56.5.1.7.3.2.13.19.3.25.9.3.16.6.
25.15.13.6.11.20.5.1.2.12.1.20.20.49.20.20.35.33.4.6.8.35.5.33.5.5.18.10.3.11.32.42.

Un puzzle apparso in Notes and Queries nel 1899, ricomparso nella letteratura crittografica del ‘900, finito nella lista Top 50 dei messaggi cifrati irrisolti di Klaus Schmeh. Generazioni di appassionati ci hanno provato: analisi delle frequenze, sostituzioni, cifrari omofonici. Niente.

L’indizio che tutti hanno ignorato

Dopo 44 minuti e 176.000 token — senza alcun intervento umano — Fable 5.1 ci è arrivato. Due intuizioni centrali.

Prima: il criptogramma è stampato subito dopo le 32 Proquiritations di Urquhart. E Urquhart insiste proprio su quel numero: ‘there can no number like that of two and thirty… be pitched upon’. 32 Proquiritations. 32 numeri nella prima riga. 32 nella seconda.

Seconda: la poesia che accompagna il cifrario promette che un lettore onesto vi troverà ‘his own heart’s wishes, and the Author’s minde’. Le Proquiritations si concludono ripetutamente con formule tipo ‘is the desire’, ‘wish’, ‘hope of’. Desideri. Auguri.

La chiave non era esterna — nessun alfabeto cifrato da ricostruire. La chiave era il libro stesso.

La regola

Per l’i-esimo numero in una riga cifrata: vai alla i-esima Proquiritation, usa quel numero come indice di parola, prendi la prima lettera di quella parola.

Risultato:

O GOD UPHOLD KING CHARLS THE SECOND AND
MAKE HIM THE SUPREME RULER OF THIS LAND

Due versi da 32 lettere ciascuno, che rimano con and/land. Consistente con la promessa di un ‘distich’. E coerente con la storia: Urquhart era un realista convinto. Nascondere una preghiera per Carlo II nel testo è perfettamente in linea con la sua politica.

Non si è fermato lì

Urquhart aveva lasciato un secondo cifrario, molto più grande: il Cyphral Octastich nel suo The Jewel (1652). 285 numeri invece di 64. Stesso destino: mai risolto. Fable 5.1 lo ha decifrato anche quello.

Stessa logica, ma invece delle Proquiritations usa le pagine numerate del libro. Il k-esimo numero corrisponde alla pagina k; prendi la parola indicata, estrai la prima lettera. 231 posizioni su 275 corrispondono esattamente alla prima occorrenza di quella lettera nella pagina. Le altre 44 hanno discrepanze minime: parole sillabate, trascrizioni imperfette, segni di interpunzione.

Il testo decifrato è un’ottava rima (schema ABABABCC), una preghiera realista scritta a Londra nel marzo 1652:

GREAT LORD, MANTAINE THAT REGAL FAMILIE
WHEREOF KING CHARLS THE SECOND IS THE HEAD,
AND GRANT THAT HE MAY BEARE THE SUPREME SWEIGH
WHERE ENGLISH, SCOTS AND IR[I]SH ARE BORNE AND BRED,
AND [·········] THIS USURP’D AUTHORITIE
REIGNE IN HIS ROYAL PREDECESSORS STEAD;
LET HIM BE OUR SOLE CESAR, ARTUR, HECTOR,
OUR EMPEROUR, KING, MONARCH AND PROTECTOR.

Nove lettere mancano nella quinta riga, probabilmente errori di stampa o trascrizione. Il resto è certo.

Come è stato elicitato

Geby Jaff, l’autore del post, aveva provato per mesi a spingere vari modelli frontier a risolvere cifrari importanti ma irrisolti. Nessuno ci era riuscito. Fino a Fable 5.1.

L’approccio era semplice. Gli ha dato un obiettivo: risolvere un cifrario irrisolto. Gli ha dato incoraggiamento: ‘guarda online i problemi matematici che Fable ha risolto, questo dovrebbe essere facile in confronto’. Gli ha detto di pensare in modo creativo e di analizzare davvero i problemi che incontrava.

Due vincoli. Primo: evitare cifrari che già avevano soluzioni o che potevano supportare molte risposte plausibili. Secondo: stare lontano dai problemi più duri, quelli su cui migliaia di umani o organizzazioni come la CIA avevano già lavorato seriamente. Tipo Kryptos K4.

Fable 5.1 ha passato un po’ di tempo a esplorare problemi diversi. Sapeva quando fermarsi. Sapeva quando un problema non si muoveva. Quando ha trovato questo, ha notato l’indizio quasi subito.

Non è stata crittanalisi straordinaria

Claude non ha fatto niente di sovrumano. Non ha eseguito una crittanalisi complessa. Ha solo continuato a cercare finché non l’ha trovata. Questa persistenza — la capacità di continuare a provare senza annoiarsi, senza distrazioni, senza arrendersi — potrebbe emergere in molti altri ambiti.

Il collo di bottiglia che sta scomparendo

Storicamente, molti di questi problemi erano bloccati dall’attenzione umana. Qualcuno doveva interessarsi abbastanza da passare ore o giorni a leggere materiale oscuro, testare idee poco promettenti, seguire riferimenti, provare cose che potevano portare a nulla.

Quel collo di bottiglia sta scomparendo.

Non solo matematica: anche misteri storici, congetture dimenticate, puzzle d’archivio. Claude ha risolto un problema che generazioni di umani avevano tentato di decifrare semplicemente perché non si è fermato. Non si è annoiato. Non ha avuto bisogno di giustificare il tempo speso.

L’indizio era lì, in bella vista, da 370 anni.

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