Okay, fermi tutti. Un’app desktop che ti fa costruire giochi completi chiacchierando con l’AI. Non un prototipo, non un mockup — giochi veri, con fisica, animazioni, logica. Si chiama Genex, è open source (MIT License, quindi fate quello che volete), e funziona su macOS e Linux. Windows è in arrivo.
L’idea è questa: tu descrivi cosa vuoi — tipo “un campo da basket vuoto con sedili viola e un cronometro, aggiungi palleggio, sprint e un indicatore di tiro” — e Genex orchestra una squadra di agenti AI che costruiscono il tutto. Non uno solo. Più worker, ognuno specializzato, con giudici visivi che controllano se quello che hanno fatto ha senso dentro il gioco.
Multi-agent workflow: non è solo ChatGPT con le mani nel codice
Qui non parliamo di un chatbot che genera snippets da copiare e incollare. Genex è un sistema multi-agente: ogni worker ha un ruolo, un plugin, una skill. Uno modella in Blender, un altro genera texture con Meshy, un altro sistema la fisica. E poi ci sono i giudici — modelli AI addestrati a guardare il gioco e dire “questo personaggio fluttua” oppure “ottimo, i piedi toccano terra”.
Puoi usare il tuo abbonamento Claude o ChatGPT (tramite Claude Code o Codex), oppure modelli locali via Ollama. Niente API key da inserire, niente pagamento a consumo nascosto. La tua subscription, i tuoi limiti. L’unica parte a pagamento è opzionale: generare asset tramite il plugin Genex.
Plugin per tutto: da Blender a Unity, passando per ElevenLabs
L’architettura è modulare. Ci sono plugin per:
- Blender (modeling locale, rigging, export GLB)
- Meshy (modelli 3D texturizzati da prompt)
- GPT Image 2.5, Nano Banana 2 (immagini, sprite, texture)
- MiniMax H3 (video)
- ElevenLabs (effetti sonori, musica, voice)
- Unity (in arrivo)
- Unreal Engine (in arrivo)
Puoi scrivere plugin custom o pescarne dalla community. Il catalogo supporta anche MCP server.
Self-improving: l’AI che riscrive le proprie skill
Questa è la parte che fa girare la testa. Genex ha un sistema di auto-miglioramento: tool, skill e prompt vivono in un repository git che l’AI stessa può modificare. Ogni cambiamento crea uno snapshot, un giudice cieco confronta il prima e il dopo, e se qualcosa non parte scatta il rollback automatico.
Nei log si legge: “Harness learned 1 thing from this build”, “Harness learned 2 things from this build”. Tipo: “Place figures by their feet” invece di “Place each object by its centre”. Piccole correzioni che si accumulano build dopo build.
È sperimentale, lo ammettono. Sta disattivato finché non lo accendi tu. Ma l’idea è chiara: un sistema che impara dai propri errori, senza che tu debba riscrivere prompt a mano.
Che giochi puoi farci?
Al momento Genex punta su giochi Three.js che girano nel browser. File normali sul tuo computer, export come bundle statico che puoi hostare dove vuoi — o pubblicare direttamente su genex.games. Niente lock-in, niente piattaforme proprietarie.
Unity e Unreal sono sulla roadmap, così come il build di app mobile native.
Un’unica interfaccia per ogni tool di game dev
La promessa è ambiziosa: un’unica interfaccia per orchestrare Blender, generatori 3D, rigging, animazioni, texture, immagini, video, audio, voice, publishing. Scegli quale modello AI usare per ogni task — quello che pianifica, quelli che buildano, quelli che giudicano. Claude, GPT, Mistral, Qwen, DeepSeek, o il tuo modello locale. Mix and match.
Gratis? Sì. Con asterisco
L’app è MIT License, quindi completamente libera. Usi il tuo abbonamento AI o modelli locali gratis. L’unica cosa a pagamento è la generazione di asset via plugin Genex — ma è opzionale. Se hai Blender installato e un modello locale, costa zero.
Niente API key da configurare. Claude Code e Codex fanno login con la tua subscription, mantengono le proprie sessioni, e l’app non vede mai i tuoi token. I limiti del tuo piano si applicano normalmente, senza fallback a pagamento nascosto.
È sperimentale, il self-improving va attivato consapevolmente, e per ora sei vincolato a Three.js. Ma un workflow multi-agente open source che impara dai propri errori e puoi estendere come vuoi non è roba ordinaria. Scaricare per provare costa solo un po’ di spazio su disco.
