Microsoft lancia Copilot agente in Word, Excel e PowerPoint

Ok, questo è grosso. Microsoft ha appena reso disponibili per tutti le capacità “agentiche” di Copilot in Word, Excel e PowerPoint. Tradotto: Copilot non si limita più a rispondere domande – ora può fare roba direttamente nei tuoi documenti.

Cosa significa “agentico” in pratica

Fino a ieri, Copilot era tipo quel collega che ti dà consigli ma poi ti lascia fare tutto il lavoro sporco. Ora? Prende il controllo. Multi-step actions, dicono da Microsoft – il che significa che gli chiedi una cosa complessa e lui la esegue dall’inizio alla fine, come farebbe un umano.

La differenza la fanno i nuovi modelli. Un anno fa, i foundation models non erano abbastanza potenti per comandare le applicazioni in modo affidabile. Adesso sì – e si vede. Microsoft riporta numeri che fanno girare la testa:

  • Word: +52% di utilizzi per utente a settimana, +21% di soddisfazione
  • Excel: +67% di engagement, +65% di thumbs up (sì, quel +65%)
  • PowerPoint: +36% di retention tra nuovi utenti

Come funziona nelle tre app

Word

Dalla pagina bianca al documento finito. Copilot drafta, riscrive, ristruttura, cambia il tono a seconda del pubblico. Non ti suggerisce come farlo – lo fa.

Excel

Qui diventa interessante. Copilot esplora i dati, costruisce analisi, spiega cosa sta facendo, e interviene direttamente nel foglio: formule, tabelle, grafici. Dal dubbio alla decisione, senza passare da “ora provo a capire come si fa una pivot table”.

PowerPoint

Aggiorna presentazioni esistenti con nuovi dati e talking points, rispettando i template aziendali. Questo secondo me è il vero test: vedere se riesce a non distruggere quella formattazione che hai passato ore a sistemare.

Cosa hanno imparato

Microsoft condivide alcuni insight dal processo – cose che probabilmente hanno scoperto dopo mille test e feedback disperati:

L’azione batte il consiglio. La gente vuole che Copilot faccia il lavoro (formattazione, grafici, trasformazioni dati), non che spieghi come farlo.

Il controllo non è negoziabile. Devi poter rivedere i cambiamenti, tenere quello che vuoi, essere sicuro che rispetti il tuo stile e il tuo brand. Logico – nessuno vuole un assistente che stravolge tutto senza chiedere.

Il contesto migliora tutto. Work IQ (il sistema che capisce le tue abitudini di lavoro) fa la differenza: Copilot capisce l’intent più velocemente e produce output di qualità superiore.

Multi-modello. Non c’è un modello perfetto per tutto. Microsoft dice che porta “la migliore innovazione dall’industria” – aka: usano più modelli diversi a seconda del task, non solo roba loro.

Cosa manca (per ora)

Microsoft è chiara su dove vogliono arrivare:

Editing più profondo per workflow complessi – tipo fogli finanziari o documenti legali dove l’errore costa caro. Preview dei cambiamenti più chiare, più trasparenza sul “cosa è stato modificato e perché”. E un sistema Copilot più integrato tra le app, con suggerimenti proattivi invece di aspettare che tu chieda.

Chi può usarlo

È già il default per chi ha Microsoft 365 Copilot o Microsoft 365 Premium. Disponibile anche per Personal e Family plans.

La domanda vera: quanto ci metteranno gli utenti a fidarsi abbastanza da lasciare che un’AI modifichi direttamente i loro file di lavoro? I numeri dicono che la fiducia sta crescendo – ma scommetto che per i primi mesi ci saranno un sacco di Ctrl+Z nervosi.